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II miglior belvedere sull'antica città è la cima della cupola della cattedrale di Sant'Isacco, da dove la vista spazia fino al golfo di Finlandia. Da quassù si può abbracciare con un solo sguardo il vecchio nucleo sulla riva sinistra, dall'architettura armoniosa. All'Ammiragliato convergono tre strade (prospettive), costruite secondo l'irregolare contorno dei canali e delle vie. Un intreccio di stradine e di canali conferisce alla passeggiata una singolare attrattiva. Il viale più conosciuto è la prospettiva Nevskij, lunga 4 chilometri e mezzo e larga 35 metri, che conduce alla "Lavra", l'enorme convento Alessandro Nevskij, dove sono sepolti Dostoevskij, i maggiori musicisti russi e il maresciallo A.V. Suvorov, che nel 1799 sconfisse duramente Napoleone durante la campagna d'Italia. Ma è anche necessario aggirarsi nei pressi della Neva, vedere l'incantevole canale della Mojka, lungo il quale sorgono alcune dimore barocche della nobiltà russa, come il palazzo Stroganov e il palazzo Razumovski. In questi paraggi, che ricordano Venezia, abitarono due grandi poeti morti tragicamente, Puskin, che cadde in duello, ed Esenin, che si suicidò. La via Gogol - al n. 17 lo scrittore stese il Taras Bulbo - la piazza Ostrovskij, l'antica piazza di Kazan, diventata piazza Plechanov, sono mete di passeggiate. E così pure il palazzo Voroncov, antica residenza dei paggi, la cappella dell'ordine di Malta, la collegiata Nostra Signora di Kazan, il cui portale ricorda la porta del Ghi-berti del duomo di Firenze... Sul canale Griboidov si trova la chiesa della Resurrezione (o della Trasfigurazione), le cui cupole a spirale ricordano San Basilio di Mosca. Vicinissima a questa c'è la chiesa cattolica di Santa Caterina. Siamo nel cuore del centro culturale della città: l'opera Kirov domina la piazza dei Teatri e nelle vie circostanti sono disseminati il Conservatorio musicale, sei teatri, otto musei, dieci cinematografi, decine di club, di istituti e il Bazar (Gostiny Dvor) dove tutta San Pietroburgo viene a fare gli acquisti. In via Brodskij, l'edificio a colonne bianche è la sede della Filarmonica di Stato. Il museo Russo occupa, in piazza delle Arti, l'antico palazzo Michail. Intorno alla piazza Ostrovskij si trovano la biblioteca pubblica, i padiglioni contigui ai giardini del palazzo Anickov, un teatro, tutto un insieme dovuto all'architetto Carlo Rossi, la biblioteca Sal-tykov-Scedrin, che possiede decine di mi-gliaia di antichi manoscritti, fra cui il Vangelo di Ostromir (XI secolo). Al centro della piazza si erge la statua della Grande Caterina, circondata dai suoi favoriti. Tutti i ponti - San Pietroburgo ne conta ben 621 - sono stati restaurati o ricostruiti nello stile originario (XVIII secolo). Sono stati rifatti anche i cabarets dell'epoca imperiale. All'albergo Astoria, dove Rasputin portava le sue granduchesse, si possono ancora leggere, su una caffettiera d'argento, queste parole incise in francese: "San Pietroburgo, capitale dell'Impero, 1905". |
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Lasciamo il centro per via Khalturin - fra la Neva e la Mojka - e andiamo verso via Vojnov. Si costeggia così il Palazzo di Marmo, donato al conte Orlov da' sua maestà imperiale Caterina II, poi il giardino del Campo di Marte - cornice delle antiche parate imperiali -, dietro il canale dei Cigni, e infine il giardino d'Estate, con 15 000 alberi e 2 000 statue, che si stende fra le sponde della Neva, della Mojka e della Fontanka. Sulla riva della Neva c'è il piccolo Palazzo d'Estate di Pietro il Grande. All'angolo fra la via Vojnov e la prospettiva Cemisevskij, ecco la chiesa di Nostra Signora dei Dolori, poi le vecchie caserme della Cavalleria della Guardia e, in fondo a un parco, il Palazzo di Tauride, residenza offerta da Caterina II - decisamente molto generosa con i suoi beniamini - a Potemkin. Paolo I, per vendicarsi dell'amante della madre, trasformò questo palazzo in caserma. La Duma, il primo Parlamento russo, ebbe qui la sua sede dal 1906 al 1917 e, durante il governo Kerenskij, Lenin ebbe modo di esporre qui le sue idee. Una delle più antiche costruzioni della via Vojnov è il palazzo Kikin, dove Pietro il Grande fondò il primo museo russo di storia naturale, la Kunstkammer. Dopo aver costeggiato la scuola di cavalleria dell'armata rossa, si giunge al Monastero Smolnyj e all'istituto che porta lo stesso nome. All'origine era un pensionato per le fanciulle della nobiltà, poi questo istituto accolse lo Stato Maggiore bolscevico di Lenin, prima e dopo la Rivoluzione d'ottobre. Qui, il 26 ottobre, Lenin annunciò la vittoria del potere sovietico e diramò il famoso appello diretto ai governi e ai popoli di tutto il mondo. Qui risiedette il primo governo sovietico fino al 1918, anno del suo definitivo trasferimento a Mosca. Al di là della Neva, il distretto di Vyborg è la zona industriale. Alla stazione "Finlandia" Lenin giunse con i suoi compagni dalla Svizzera, il 4 aprile 1917, dopo aver attraversato la Germania e la Svezia su un vagone piombato. Sulla riva destra della Neva, l'isola Vassi-lievski, posta fra la Grande Neva, la Piccola Neva e il mare, è oggi il centro universitario di San Pietroburgo, vicino ai quartieri operai. Secondo gli iniziali progetti di Pietro I, quest'isola doveva diventare il centro amministrativo e culturale della città. Lo zar ne progettò le vie a scacchiera, fece rinforzare e decorare le banchine, obbligando tutte le famiglie ricche a costruirvi un palazzo. Ma le piene del fiume rendevano troppo spesso questo quartiere impraticabile, per cui il centro venne sistemato sulla riva sinistra. Rimangono, comunque, diversi edifici del XVIII secolo, fra i quali l'università. La Borsa ha, come dappertutto, l'aspetto di un tempio greco. A lato, il museo di Storia della Letteratura russa possiede una ricchissima documentazione su Tolstoj. Sul lungofiume dell'università si trovano allineati il museo Zoologico, che contiene un autentico mammut, rinvenuto nel 1901 nella Siberia nord-orientale, il museo di Antropologia e di Etnografia, l'accademia delle Scienze, il palazzo Mensikov (il primo palazzo di pietra costruito a San Pietroburgo). e l'accademia delle Belle Arti, che rispecchia nella Neva le sue celebri sfingi provenienti dall'Egitto. Dalla punta dell'isola - la Streika - sistemata a giardini, si può ammirare un eccezionale panorama del fiume e della città.
La "piccola follia" russa
Un battello a vapore vi farà fare, attraverso il canale Kronwerk, il giro dell'isola dell'Ammiragliato, sulle cui spiagge sabbiose si affollano i bagnanti fin dai primi giorni di bei tempo. Attraversato il bastione Trubetskoj, che sta a guardia della vecchia prigione, si scorgono sull'isola, dietro le fortificazioni di Pietro e Paolo, gli edifici della Zecca (inizio XIX secolo). Dall'altra parte, sull'isola Zajatchi, si trovano il vecchio arsenale, dove sono esposti i cannoni dell'artiglieria russa usati nella battaglia di Borodino, e il Planetario, da dove si può seguire la traiettoria dei satelliti. L'isola e attraversata dalla lunga e rettilinea prospettiva Kirov, che è una grande arteria di scorrimento. All'inizio c'è la moschea con due minareti, dove Nasser si è commosso davanti a migliala di Sovietici prosternati verso La Mecca. Più in là, la Lenfilm - equivalente sovietico di Hollywood - sta a testimoniare che San Pietroburgo non è solo una città-museo, ma anche una città moderna. Risalendo la Neva per il lungofiume Petroskaja, ecco la "casetta" di Pietro il Grande, semplice isba di legno, oggi inserita in una costruzione di mattoni rossi; ed ecco l'incrociatore Aurora, "artefice della libertà", ormeggiato nel punto in cui la Grande Neva si separa dalla Nevska. Alla fine della prospettiva Kirov, il ponte che attraversa la Piccola Neva porta all'isola dei Lavoratori, trasformata in "piccola follia" nel XVIII secolo e poi diventata centro degli svaghi, con parchi pubblici, ristoranti discreti, casinò aperti fino all'alba e ville con tappezzerie di seta, abitate un tempo da cortigiane e ballerine. Puskin passò qui la sua ultima notte. Questo piccolo paradiso dopo la Rivoluzione venne chiuso; oggi gli innamorati vanno a zonzo, nelle sere d'estate, sulle terrazze di pietra rosata degli edifici dell'isola Jelagin. Un'ampia area di 420 ettari, l'isola Krestovski, è stata adibita agli sport, con uno stadio di 100 000 posti che domina il mare. San Pietroburgo è bella in tutte le stagioni: d'estate col sole di mezzanotte; d'inverno sotto la neve, quando la Neva gelata diventa posteggio per le macchine; in primavera, quando il disgelo fa sollevare il fiume come sotto l'urto di un rompi-ghiaccio. Anche se è diventata uno dei più grandi centri industriali e scientifici dell'Unione Sovietica, l'antica Pietroburgo fa ancora sognare il turista, sensibile di fronte a questo nostalgico miscuglio di epoche, a questa sensazione d'"altri tempi" (i Russi definiscono tutto ciò con una parola: nostrajeni). L'europeo, spesso spaesato a Mosca o in Siberia, ritrova qui immagini familiari. Si tratta, infatti, di una città europea, progettata e realizzata da architetti francesi e italiani, o da russi che si erano formati in Europa. Ovunque domina una specie di grandezza quasi metafisica, simboleggiata dalla guglia dell'Ammiragliato che, trapassando le brume dorate, va a stagliarsi nell'azzurro del cielo. Città degli zar, e anche città della Rivoluzione, San Pietroburgo è il punto d'incontro tra l'Eurasia russa e l'Europa. Collegamento perfettamente riuscito: il sogno dello zar Pietro il Grande si è quindi realizzato. |